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Rando Imperator Monaco Ferrara

La Rando Imperator Monaco Ferrara di 650 km attraverso le Alpi lo scorso anno mi respinse a Bolzano dopo 340 km sotto la pioggia; quest’anno ovviamente mi sono iscritto nuovamente (con mia sorpresa avevo il n1 di primo iscritto) maggiormente consapevole delle difficoltà che avrei incontrato e per far fronte ad esse mi sono preparato tutto l’inverno. La pioggia non mi faceva più così paura.

13 maggio h 20:00 Hotel Leonardo Monaco di Baviera:
Carlo, già compagno di diverse edizioni della Randonnée del Solstizio d’inverno, Pierre ed io, dopo un piatto di pasta e una birra media decidiamo di partire dall’hotel alle 4:00 in punto per raggiungere il punto di partenza della randonnée.

14 maggio h 3:45:
A colazione già si intravedevano un po’ di musi lunghi visto che la pioggia era decisa e non accennava a smettere. Come deciso Carlo, Pierre ed io alle 4 ci dirigiamo la partenza. Personalmente ero ben equipaggiato per far fronte a quel tempaccio; oltre a quello che indossavo avevo anche un cambio completo dalla testa ai piedi e 3 paia di guanti perciò non ero troppo preoccupato, almeno dal meteo.
Alle 4:30 in punto partiamo riuscendo a rimanere insieme Carlo, Pierre e Francesco von Brixen (anch’egli amico solstiziale convinto) nonostante fosse difficile nello sterrato fradicio e buio. Dopo alcuni chilometri il gruppo si è naturalmente diluito e con l’alba lo stare insieme diviene più agevole e verso le 9, sotto una pioggia che voleva diventarci amica per la pelle, raggiungiamo a Garmish, primo punto di controllo e ristoro. Il morale era alto nonostante le condizioni, così lo abbiamo sfruttato il più possibile per procedere, ci aspettava la salita del Fernpass che insieme abbiamo deciso di affrontare in strada evitando le insidie dello sterrato difficile e quasi pericoloso, soprattutto la discesa fino a Nassereith!
La salita al Fernpass ci fa pedalare insieme ma non molto loquaci, scambiandoci talvolta qualche battuta o imprecazione simpatica, ma ci arriviamo senza difficoltà. Al passo ci fermiamo per un minuto per coprirci meglio ed affrontare la discesa, difficile lunga e molto bagnata. A Nassereith siamo congelati e fradici con un nuovo compagno Gianluca che si aggiunge al nostro gruppetto. Che figo vedere formarsi questi gruppetti di persone che condividono lo stesso modo di andare in bicicletta, stando in silenzio anche per ore, ma pronti ad aiutarsi nel bisogno.
A Nassereith propongo a Carlo e Gianluca di fermarci ad un Bakery per scaldarci con un caffè caldo e mangiare qualcosa. Entriamo e gli avventori ci guardano come fossimo marziani.
Ripartiamo presto un po’ rinfrancati, ci mancano oltre 100 km per arrivare al secondo controllo di Passo Resia e ritroviamo subito dopo con piacere Francesco che ci racconta di aver perso la via a Ehrwald (era un po’ avanti a noi ma senza navigatore) così continuiamo sotto questa pioggia tutti assieme. Incontriamo altri randagi tra cui Hermann e riusciamo anche ad avere una discreta andatura per un bel pò. Dopo circa 8 o 9 ore dalla partenza la pioggia pian piano lascia spazio a sprazzi di sole che poi si faranno più decisi accompagnandoci fino al Passo Resia, posto di controllo del chilometro 225 dove la pizza e la radler ci aspettano per ridarci spirito ed energia che, l’ultima salita da Martina in Svizzera a Nauders, ci aveva un po’ consumato. Dopo 1 h di stop ripartiamo in formazione consolidata Carlo, Francesco, Hermann e Gianluca ci aspettano oltre 100 km attraverso la ciclabile della Val Venosta fino a Bolzano dopo 340 km dove arriveremo poco prima delle 23 con una doppia foratura di Gianluca a 5 km da Bz

15 maggio h 4:30:
La mattina successiva decido di partire alle 4:30 dopo 3 h di sonno ma sbaglio subito strada andando dalla parte opposta, per fortuna solo 3 km ma dovendone fare ancora 330 tutto conta…

Parto in solitaria e ogni tanto incontro qualche altro randagio, chi più veloce chi più lento così arrivo solo soletto fino a Rovereto dove faccio colazione mentre nello stesso bar arriva un gruppo di ciclisti che fanno solo la tratta Bolzano Ferrara. Decido di ripartire con loro per sfruttare un po’ la scia ma sembrano punti da una tarantola e faccio fatica quindi dopo 5 km li saluto e continuo con il mio passo da solo.
Pausa fisiologica “en plein air” ed in quel momento sfrecciano Hermann, il compagno del giorno prima, e sua moglie Gabi partiti alle 5:30 da Bolzano.Sono una coppia di randonneurs che si riveleranno degli ottimi compagni fino a Ferrara. Pedaliamo bene insieme prima fino al ristoro controllo di Ala Avio e poi fino al punto di passare dalla ciclabile verso Bardolino, un punto che si è rivelato insidioso con rampe corte ma ripide e saliscendi.
Finalmente giungiamo prima a Bardolino, poi a Peschiera dove prendiamo la ciclabile del Mincio, abbastanza sconnessa e trafficata ma tutto sommato piacevole. Gli ultimi 50 chilometri prima di Mantova sono per me un po’ faticosi ma Gabi e Herman rimangono con me e ne sono felice. Al controllo e ristoro di Mantova ci arriviamo alle 16:45; ci aspetta del riso con salciccia, lambrusco pane e salame! Goduria!
Io esagero col riso e quando riparto faccio fatica, digestione difficile e sete implacabile per 2 ore. A ciò si aggiunge il vento fortissimo contrario che andiamo a prendere per bene tutto sull’argine del PO. Devastante.
Avanzo pianissimo bevendo continuamente ma per fortuna Gabi e Hermann continuano ad aiutarmi. Grazie!
Dopo circa 3 ore decidiamo per un pic-nic con il panino col salame e grana che ci siamo portati da Mantova e lo facciamo in una piazzola sull’argine del PO con tanto di tavolino e panchine. Sosta fantastica!!!!
Ripartiamo che ci mancano circa 60 Km ma ora sto benone e riesco anche a passare davanti a “tirare” qualche volta ma mancano ancora 3 ore buone….
Si procede si chiacchiera ci si guarda e si ammirano le meraviglie della natura, e le opere dell’uomo come le bonifiche o i ponti, è surreale, sono stanco ma man mano che si avanza l’adrenalina aumenta dandomi delle sensazioni di freschezza.
Quando mancano 20 km entriamo nella “Burana” una bellissima via ciclabile alberata lungo il canale Burana che conduce a Ferrara. L’asfalto è fradicio pieno di rami foglie e fango e tutto ciò ci fa capire che forse le crisi ci hanno evitato un fortissimo temporale! Infatti entrando a Ferrara ci sono ancora le idrovore che liberano il sottopassaggio!
L’arrivo a Ferrara alle 21:45 conclude l’avventura di 667 Km (solo 17 km in più del percorso previsto) in 40 ore totali, condivise con persone splendide che mi hanno aiutato a passare momenti difficili. All’arrivo ci siamo abbracciati felici, poi mi sono goduto una fantastica e tanto desiderata birra prima di andare a dormire distrutto ma felicissimo!

Ringrazio Carlo, Gianluca, Francesco, Hermann, Gabi, Linda che al primo checkpoint mi ha aiutato a tirare fuori e rimettere via la carta di viaggio, Simone e tutti gli altri sperando di essere stato un altrettanto buon compagno.